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BIOGRAFIA



PRIMI CALCI AL PALLONE

Sono nato il primo Maggio 1987 a Viterbo, da mamma Dorita e papà Claudio, secondogenito dopo Riccardo, di 4 anni e mezzo più grande di me.

Piccolino e paffutello, cresco tra i vicoli di Pianoscarano, quartiere medioevale della mia città.
Ed è proprio nella squadra del Pianoscarano che, insieme ai miei compagni di gioco, comincio a tirare i primi calci a quella bellissima sfera di cuoio che di lì a poco sarebbe diventata la mia grande passione.
Passione del resto ereditata da mio papà Claudio e da mio fratello Riccardo con cui ho condiviso e condivido tuttora questo grande amore.

Giorno dopo giorno, tiro dopo tiro, inizio a capire quanto il calcio sia l'unico sport che davvero mi appassiona.
Primi Calci, Pulcini, Esordienti e Giovanissimi.
Anni che porto dentro, tra molti successi e qualche inevitabile delusione, ma che, in ogni caso, rappresentano per me momenti indimenticabili.

Nel 2000, insieme ad alcuni compagni di squadra, ho l'occasione di uscire dalla realtà del quartiere per vivere una nuova esperienza: i Giovanissimi Sperimentali della Viterbese, la squadra della mia città.
Ancora oggi, parlando di quel periodo, ricordo il divertimento con cui affrontavamo gli impegni e quel mitico campo di terra rossa di Villanova, sede degli incontri.

Il mio ruolo a quei tempi non era ancora ben definito.
A volte centrocampista centrale, altre volte esterno, ma "del difensore neanche l'ombra".

L'anno successivo, sempre con la maglia della Viterbese, ecco il Campionato Giovanissimi Nazionali. Non mi sembrava vero! Per la prima volta calpestavo un campo d'erba!!!
Fu un anno intenso, nel quale le lunghe ed interminabili trasferte in pullman, i duri allenamenti quasi giornalieri, diventavano per me e per tutti i miei compagni, magiche avventure in cui condividere la nostra grande passione per il calcio.

Nel 2002, per motivi di organizzazione, la Viterbese non disputò i campionati regionali e quindi io fui dirottato alla Nuova Bagnaia, società satellite, per farvi poi ritorno, nel 2004, ormai sedicenne.

 

 


LA SVOLTA

Senza rendermene conto, stavo per vivere anni determinanti, non solo a livello emozionale ma, anche e soprattutto, per un incontro rivelatosi poi fondamentale: quello con mister Carlo Perrone.
Un uomo ed un allenatore, con grandi esperienze alle spalle in squadre di alto livello come Lazio ed Ascoli, cui va il merito di avermi trasformato in difensore centrale; un uomo capace, con le sue attestazioni di stima ed i continui segnali di fiducia, di contribuire in modo determinante alla mia crescita, non solo a livello tecnico ma principalmente come uomo.

All'età di 17 anni, insieme alla prima panchina in serie C, arriva finalmente anche il primo provino importante: l'Inter.

Pieno di sogni e speranze, salgo quindi sul treno diretto a Milano, non immaginando minimamente ciò che il destino aveva in serbo per me ...
Il primo provino va bene, torno a casa soddisfatto, passano i giorni e arriva la Pasqua. Una Pasqua da ricordare, perché dentro l'uovo trovo un biglietto aereo con destinazione Abu Dhabi. Con l'Inter !!!

Che emozione lasciare casa per un posto visto soltanto in televisione, in un mondo così diverso.
Che esperienza confrontarsi con squadre del calibro di Boca Juniors e Feyenord.

Ed è proprio lì, tra le terre degli sceicchi, che la società decide di prendermi per la stagione successiva a Milano.
La conferma arriva a Maggio con la convocazione per un torneo nazionale che l'Inter avrebbe disputato a Parma alla fine del mese.

Arrivano così i 18 anni, che per tutti i ragazzi sono sinonimo di esami di maturità, di patente, di vacanze.. e che invece per me rappresentano l'inizio di una nuova vita.

Ricordo l'arrivo alla stazione di Milano con la musica di Jovanotti nelle orecchie e con il "cassetto" pieno di sogni.
Ricordo ( ma come potrei dimenticarmene?!!! ) la vittoria della Coppa Italia e del campionato italiano con la Primavera, le prime esperienze in panchina con la prima squadra e ( meraviglioso !! ) l'esordio del 14 maggio 2006 in serie A.

Sensazioni fortissime ed indescrivibili che hanno ampiamente ricompensato di tutti i sacrifici fatti e che mi hanno fatto sentire meno la lontananza dalla mia famiglia e da tutti i miei amici.

2007, si inserisce la comproprietà con il Treviso, dove 27 presenze in serie B saranno battezzate da un esordio a La Spezia con un gol. Nello stesso anno 3 presenze con la Nazionale Under 21 di serie B arricchiscono la mia annata.

La stagione seguente ricomincia ancora da Treviso dove però rimarrò soltanto sei mesi. A Gennaio infatti vengo ceduto al Pisa, in prestito, dove colleziono 18 presenze ed un gol.

Qui, nonostante lo sfortunato epilogo (la squadra retrocederà all'ultima giornata in serie C), vivrò una parentesi positiva, anche per l'incontro con Mister Ventura, con il quale da subito instauro un ottimo rapporto, basato sulla stima reciproca.




SERIE A E NAZIONALE

Ed eccoci quindi ai tempi recenti.

Nel giugno 2009, nell'ambito dell''affare Thiago Motta-Milito, passo di proprietà del Genoa dal quale vengo successivamente girato in comproprietà al Bari.
Qui ritrovo mister Ventura che, anche contro i pareri di alcuni che avrebbero voluto in campo una squadra con più esperienza, mi da subito piena fiducia schierandomi titolare fin dalla prima partita a San Siro contro la mia ex squadra, l'Inter.
Alla fine della stagione collezionerò 38 presenze ed un gol.

Un anno da incorniciare il 2009, perché oltre all'ottimo campionato, (il Bari sarà la squadra neopromossa rivelazione dell'anno, chiudendo la stagione al decimo posto con 50 punti), il mio più grande sogno si avvererà? .

Il 1° Marzo 2010 arriva infatti la mia prima convocazione in Nazionale con tanto di esordio da titolare due giorni dopo (3 marzo 2010) contro il Camerun nello stadio Louis II del Principato di Monaco.

Due mesi dopo, vengo nuovamente convocato per uno stage alla Borghesiana, dal 2 al 5 Maggio.

Il 18 maggio 2010, il CT Lippi dirama la lista dei 28 che parteciperanno al ritiro pre-mondiale al Sestriere; in quella lista c'è anche il mio nome.

Purtroppo la spedizione azzurra in Sudafrica si conclude prima di quanto avremmo desiderato. Nonostante il nostro impegno e i nostri sforzi non riusciamo infatti a superare il girone.
Nelle tre partite che giochiamo io resto in panchina, e al dispiacere di non aver potuto giocare si somma il dispiacere per il risultato ottenuto dalla squadra.

Al mio rientro in Italia sono comunque carico di ottimismo. L'esperienza sudafricana deve essere per me un punto di partenza, magari per una nuova occasione in Nazionale.
Ed infatti così è: ad agosto vengo convocato da mister Prandelli per le partite di qualificazione per gli Europei 2012 che si disputano tra Polonia e Ucraina.

Un'esperienza che vede gli Azzurri protagonisti, con coraggio e orgoglio, incontro dopo incontro, fino a disputare la finale di Kiev contro la Spagna, che si conclude sfortunatamente con la vittoria di quest'ultima. Anche se con un po' di amaro in bocca, Euro 2012 è comunque per me un'importantissimo capitolo, che mi permette di confrontarmi sul campo non solo con gli altri colleghi del team azzurro, ma anche con i preparatissimi avversari delle altre squadre.

Putroppo i mondiali 2014 del Brasile non vedono l'Italia arrivare sino in fondo come era stato per gli Europei, e pur essendoci impegnati ancora una volta al massimo, non superiamo il girone.

Tuttavia, il 2014 lo porterò lo stesso nel cuore perchè, per la prima volta, il 4 settembre 2014, nell'amichevole Italia-Paesi Bassi ho l'onore e il privilegio di indossare la fascia di capitano! Esperienza che avrò la fortuna di ripetere qualche mese dopo, in occasione di un amichevole contro l'Albania.

 




LA VECCHIA SIGNORA

Nel frattempo, però, è anche tempo per me di un nuovo inizio in A: il 1 luglio, dopo lunghe trattative, la Juventus ufficializza il mio acquisto dal Bari.
Lasciare Bari non è facile: ho tanti bei ricordi del club, dei tifosi e di tutta la città, ma la "chiamata" alla Juventus non si può rifiutare!
Poter giocare in uno dei club più prestigiosi al mondo è il coronamento di un sogno e mi riempie di responsabilità: dovrò dare tutto me stesso per contribuire al successo di questa maglia.
E così eccomi a Torino, pronto per una nuova stagione in serie A, pronto a buttarmi a capofitto in questa nuova avventura.

Come tutti sappiamo, purtroppo, la stagione 2010/11 non è per la Juventus proprio idilliaca.
E' stata una stagione di risultati inferiori alle aspettative, di momenti non facili, una stagione carica di tensione e di contrasti con i tifosi. Tifosi ai quali siamo consapevoli di non aver dato abbastanza.

Ma è nella stagione 2011/12 che finalmente arriva la nostra rivincita, frutto dell'entusiasmo, dell'impegno ma soprattutto del duro lavoro. In questo senso la nostra nuova casa è stata sicuramente un fattore di novità positivo, come pure la presenza del nuovo mister Conte che ci ha spinto a dare sempre il massimo e a non accontentarci mai.

Una combinazione di fattori che finalmente ha portato all'obiettivo tanto cercato: la vittoria dello scudetto!
Dopo sei anni finalmente la Vecchia Signora può riappropriarsi del tricolore, un tricolore lottato con le unghie e con i denti, che non premia solo noi giocatori, ma l'intero staff e la dirigenza?

Da parte mia posso solo dire che si è trattato di un vero e proprio sogno. Sogno che giorno dopo giorno è diventato realtà fino alla penultima giornata di campionato quando i numeri hanno decretato la nostra vittoria con una giornata d'anticipo!

E la stagione successiva 2012/13 è stata per tutti noi una nuova conferma. Ho ancora negli occhi e nel cuore i momenti della festa allo Juventus Stadium: Mister Conte che va a prendersi la medaglia dal presidente della Lega Calcio, Gigi che alza la coppa sulle note di "We are the Champions"... Un'esplosione di gioia e festeggiamenti, ma soprattutto il coronamento di tanti sacrifici e tanto impegno per tutti noi.
Un momento reso ancor più speciale dalla presenza di mia moglie Martina e di nostro figlio Lorenzo.

Anche la stagione 2013/2014 è stata una stagione ricca di emozioni e bellissimi momenti, non solo sul piano professionale, ma soprattutto familiare.

Primo su tutti, l'arrivo del nostro secondo figlio Matteo, che completa la famiglia, e poi naturalmente, i successi in maglia bianconera.
La stagione 2013/14 ci consegna infatti il nostro terzo scudetto consecutivo, a conclusione di un triennio fatto di impegno, sudore e tanta voglia di vincere. Sembra ieri quando la squadra cercava il suo riscatto, ed oggi grazie a Mister Conte siamo qui ad esultare per la terza volta!
A lui devo certamente tanto, ha saputo credere in me, darmi fiducia, motivare al meglio tutta la squadra permettendoci di raggiungere importanti risultati. Non posso nascondere che mi mancherà, e ritrovarlo come Ct azzurro non può che farmi piacere.

Ma, allo stesso tempo non voglio rimpiangere il passato: è iniziata l'era Allegri e sono sicuro che potremo imparare molto. Ogni cambiamento è ricco di opportunità di miglioramento e arricchimento: sono convinto che anche col nuovo mister avremo opportunità di crescita sia sul piano umano ma soprattutto professionale.

La stagione 2014/2015 vede l'arrivo di mister Allegri, e sotto la sua guida ci confrontiamo con nuove sfide, nuovi obiettivi e nuove soddisfazioni.
Innanzitutto, in ambito nazionale: la corsa allo scudetto, incontro dopo incontro, vede prendere forma in maniera sempre più evidente un duello con i giallo rossi per il primo posto; duello che ci vedrà vittoriosi con quattro giornate d'anticipo e ci vedrà conquistare il quarto scudetto consecutivo, traguardo che sembrava quasi irraggiungibile fino a qualche anno fa!

E poi ancora l'emozione della finale di Champions League, che quell'anno ci vede scontrarci con il Barcellona, e che se pur non vittoriosi, ci fa avvicinare ad un traguardo che come bianconeri non sfioravamo da 12 anni...

Anche se la vera ciliegina sulla torta arriva con la Coppa Italia, che ci decreta vincitori con il record assoluto di dieci trofei dopo un match contro la Lazio cominciato non nel migliore dei modi e combattuto fino all'ultimo minuto con le unghie e con i denti!
Porterò sempre nel cuore questi ricordi.. L'emozione di sollevare la Coppa assieme ai miei compagni, la fatica e il sudore dei minuti di gioco.. L'orgoglio di vestire la maglia bianconera e di far parte della storia della Juventus... Dei momenti che non vorrò e non saprò scordare facilmente!

La stagione 2015/2016, sempre con Mister Allegri, non inizia affatto bene.
Le vittorie, a cui ci eravamo ormai piacevolmente abituati, tardano ad arrivare e, come non bastasse, ci imbattiamo anche in qualche bruciante sconfitta, prima fra tutte quella con il Sassuolo, che ci allontanano pericolosamente dalla vetta della classifica.
Ma dal derby con il Torino, con il gol in zona Cesarini di Quadrado che ci regala la vittoria nella stracittadina, cominciamo ad inanellare una lunghissima serie di vittorie, interrotta sola da un pareggio con il Bologna, che ci porteranno ad entrare nella storia con la vittoria del quinto SCUDETTO consecutivo.




Leonardo Bonucci


CARRIERA
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